Centro medico Golden Salus

LA TERAPIA CHELANTE

La terapia chelante è una terapia che prevede l’infusione per fleboclisi di una soluzione a base di EDTA (acido etilendiamminotetracetico) e di un gruppo di altre sostanze di supporto che possiedono prevalentemente attività antiossidanti.
Questa terapia viene definita come la terapia antinvecchiamento per eccellenza.
La terapia chelante trova applicazione sia nel campo della prevenzione che nel campo terapeutico,  ad esempio anche  nelle patologie cronico-degenerative e in tutta una serie di problematiche di salute – disturbi e disfunzioni - anche gravi dove siano coinvolte intossicazioni subcliniche da metalli tossici (Mercurio, Piombo, Alluminio, Cadmio ecc…), eccessi di minerali fisiologici (Ferro, Calcio, Rame ecc…), depositi di colesterolo. In tal senso, la terapia chelante è in grado di riportare in equilibrio il contenuto e la distribuzione degli elementi, normalizzandone la presenza in termini di qualità e di quantità.  In quanto terapia antiossidante tende a prevenire, e ad intervenire in senso migliorativo qualora siano già in atto, i danni causati dai radicali liberi, coinvolti in numero elevato di processi morbosi e principalmente causa di invecchiamento cellulare precoce, attuando con la sua azione un vero e proprio effetto di “ringiovanimento”. La rimozione degli eccessi di Calcio e di Colesterolo migliora notevolmente le condizioni di arteriosclerosi  potendo così  evitarne le conseguenze  vascolari  che possono sfociare in  infarto e  ictus, In sintesi, la terapia chelante può essere considerata   il trattamento elettivo al fine di rimuovere i metalli pesanti/tossici e nella prevenzione dei danni degenerativi causati  dai radicali liberi. Ottimi sono i risultati che si ottengono nella terapia della nefrolitiasi, potendo frequentemente apprezzare la rimozione e l’allontanamento  della cosiddetta “renella” e lo “scioglimento” dei calcoli.

Indicazioni alla Terapia Chelante
Le principali indicazioni alla Terapia Chelante con EDTA  sono:

- Miocardiopatie ischemiche stabilizzate non dilatative;
- Arteriopatie degli arti inferiori in tutti i loro stadi;
- Vasculopatie cerebrali plurinfartuate;
- Retinopatie, in particolare degenerazione maculare della retina;
- Nefropatie in fase iniziale;
- Complicanze dell'ipertensione;
- Vasculopatie diabetiche;
- Collagenopatie;
- Epatopatie;
- Invecchiamento precoce;
- Intossicazioni da agenti ambientali (xenobiosi);
- Effetti dei trattamenti radianti;
- Prevenzione delle complicanze della malattia aterosclerotica in fase preclinica;
- Intossicazione da metalli, quali: alluminio, piombo e mercurio;
- Stress ossidativo;
- Calcolosi renale e morbo di Dupuytren restano le indicazioni storiche.

 

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